Tema per il 2026
GREENING OUR CITIES, REIMAGINING OUR FUTURE
Quest’anno abbiamo ricevuto 15 candidature da 8 paesi diversi, a dimostrazione dell’idea di rendere più verdi le nostre città attraverso una molteplicità di prospettive.
I vincitori
1° Premio
Plant the Future di Kiril Sotirovski (Skopje, Macedonia del Nord)
Intitolato “Plant the Future“, questo video è un’esplorazione visiva di come gli spazi verdi urbani, intesi come infrastruttura vivente, combattano l’effetto Isola di Calore Urbana (Urban Heat Island – UHI), filtrino l’inquinamento e costruiscano resilienza climatica nelle nostre città in fase di riscaldamento.
Maggiori informazioni
Con l’accelerare degli impatti del cambiamento climatico globale, le vaste distese in cemento delle nostre città intrappolano il calore e concentrano gli inquinanti atmosferici, causando un grave e pericoloso effetto UHI. Il video illustra la fondamentale scienza del verde urbano come difesa di prima linea contro questa crisi crescente. Spiegando i principi biologici dell’evapotraspirazione e della riflessione dei raggi infrarossi, il filmato dimostra come la chioma degli alberi urbani e l’architettura verde riducano attivamente la temperatura del suolo e filtrino le particelle di particolato nocivo.
Oltre al ruolo del verde urbano nella mitigazione del (micro)clima, il video illustra un profondo beneficio secondario del verde cittadino: il concetto di biofilia — il nostro innato bisogno umano di connetterci con la natura — mostrando come rendere verdi le nostre città migliori contemporaneamente la salute pubblica dal punto di vista fisiologico, psicologico e sociale. Evidenziando progetti architettonici all’avanguardia da Milano e Düsseldorf fino a Singapore, il film sostiene che, per sopravvivere su un pianeta sempre più caldo, dobbiamo curare i nostri paesaggi di cemento riportando la foresta “a casa”.
Concetti scientifici chiave evidenziati:
- Mitigazione dell’Isola di Calore Urbana (UHI): come l’architettura in cemento trattiene il calore e in che modo le infrastrutture vive combattono l’aumento delle temperature urbane.
- Evapotraspirazione e riflessione degli infrarossi: i processi fisici e botanici attraverso cui il fogliame raffredda l’aria circostante e riflette la radiazione solare.
- Filtraggio dell’inquinamento atmosferico: il ruolo critico degli spazi verdi urbani nel catturare gli inquinanti atmosferici e migliorare la qualità dell’aria respirabile.
- Biofilia e salute pubblica: la resilienza neurologica e psicologica misurabile acquisita quando le comunità umane vengono reintegrate negli ambienti naturali.
Contesto dell’autore:
Scritto e creato da Kiril Sotirovski, professore di patologia vegetale presso la Facoltà di Scienze Forestali, Architettura del Paesaggio e Ingegneria Ambientale “Hans Em”.
Informazioni su produzione e copyright:
Licenze media: Tutte le riprese d’archivio, le fotografie e le musiche di sottofondo utilizzate nel filmato sono con licenza completa e legale per l’uso pubblico tramite abbonamento a pagamento Envato Elements.
Uso dell’IA:
Per mantenere la massima trasparenza sul processo di produzione, si precisa che quattro diagrammi illustrativi all’interno del video sono stati generati tramite intelligenza artificiale. Inoltre, i modelli di testo IA sono stati utilizzati esclusivamente come supporto integrativo per la ricerca e la scaletta durante la stesura della sceneggiatura. I concetti scientifici chiave, la sintesi narrativa e il complesso montaggio su After Effects rimangono opera originale dell’autore.
2nd prize
Scrolling the Future di Yuyun Weny Lailatul Ulfa (Mojokerto, Indonesia)
Maggiori informazioni
“Scrolling the Future” racconta la storia di Davina, una ragazza della Gen Z la cui abitudine quotidiana di scorrere lo schermo dello smartphone si trasforma lentamente in un momento di risveglio della consapevolezza. Ciò che inizia come immagini lontane di alluvioni, tempeste, crolli e crisi ambientali diventa rapidamente schiacciante, sfumando il confine tra la realtà digitale e il suo mondo. Una tempesta improvvisa e un blackout amplificano la sua ansia, portandola a una potente presa di coscienza: la crisi climatica non è qualcosa di lontano, sta già accadendo, nelle nostre città e nelle nostre vite.
Quando Davina si sveglia, si trova di fronte a una scelta semplice ma profonda. Attraverso piccole azioni consapevoli — spegnere l’energia non utilizzata, ridurre la plastica monouso e ripensare i rifiuti — inizia a comprendere il proprio ruolo all’interno di un sistema molto più ampio. Il video si espande poi oltre il singolo individuo, mostrando come gli sforzi collettivi possano trasformare gli ambienti urbani.
Attraverso l’esempio di iniziative comunitarie come EcoLiving, il filmato evidenzia come i rifiuti organici possano essere convertiti in risorse preziose, riducendo le emissioni di metano e contribuendo a città più verdi e sostenibili. Queste azioni dimostrano che le soluzioni climatiche non sono concetti astratti, ma pratiche concrete che si svolgono già a livello locale.
Unendo la narrazione cinematografica all’impatto reale, “Scrolling the Future” connette la responsabilità personale con il cambiamento collettivo. Sottolinea che le città sono modellate dalle scelte quotidiane delle persone che le abitano, e che anche l’azione più piccola può contribuire a una trasformazione più ampia.
In linea con il tema “Rendere verdi le nostre città, reimaginare il nostro futuro”, il video invita gli spettatori ad andare oltre la consapevolezza passiva per diventare partecipanti attivi nella costruzione di un futuro a basse emissioni di carbonio. Piuttosto che fare leva sulla paura, offre un messaggio di speranza: il futuro non è qualcosa che aspettiamo, è qualcosa che creiamo insieme.
Premio Speciale della Giuria
Recycle Waste di Honesty Akaninyene James (Port Harcourt, Nigeria)
Maggiori informazioni
Il titolo del mio video dal vivo è: Recycle waste (Riciclare i rifiuti).
Sono un ragazzo di 14 anni della scuola secondaria. Riciclo da zero scarti di carta e rifiuti elettronici, trasformandoli in bellissime macchinine giocattolo che i bambini usano per giocare. Ho iniziato a farlo durante la pandemia da COVID-19 nel 2020, quando il mio paese, la Nigeria, è stato colpito e dovevamo stare a casa; i miei genitori non mi compravano più giocattoli, dato che dovevamo sopravvivere con il poco reddito che guadagnavano.
La pandemia è finita ma il mio lavoro è continuato, perché lo smaltimento indiscriminato dei rifiuti è una di quelle cose che distruggono la bellezza delle città. La città in cui vivo ne è gravemente colpita e sono convinto che il corretto riciclo dei rifiuti sia una pratica in grado di rendere il nostro ambiente migliore e più verde.
In questo video dal vivo condivido la mia storia e il mio lavoro sui rifiuti cartacei, oltre ai passi che sto compiendo per ridurli attraverso il riciclo. Sto anche insegnando ad altri bambini nella mia scuola e nel mio quartiere, perché i giocattoli che creo sono così belli che sempre più bambini li richiedono.
Credo che rendere verde la città non significhi solo piantare alberi e preservare gli spazi naturali, ma comporti anche una corretta gestione dei rifiuti: con una sola macchinina prodotta da un cartone, si evitano 500g di rifiuti cartacei nelle discariche a cielo aperto. Pertanto, se si riciclano più rifiuti, le nostre città possono diventare più belle, verdi e sane per le persone.
Non dobbiamo sempre aspettare gli interventi del governo: i cittadini possiedono il potere creativo per fare la differenza e i bambini sono parte della soluzione. Con un coinvolgimento più intenzionale, l’impatto del riciclo nell’ambiente può crescere rapidamente. Io lo sto facendo, e puoi farlo anche tu.
La giuria dell’edizione 2026 era composta da: Daniele Pernigotti, Marco Toffanin, Vincenzo Agosto e il team di Aequilibria S.r.l. – SB.
